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Settore Sviluppo Economico

L’impegno della Cooperazione Italiana a favore dello sviluppo economico in Palestina si è tradotto nel corso degli ultimi anni in due programmi a Credito di Aiuto di sostegno, rispettivamente, al settore elettrico (Programma EUMP) e alle Piccole e Medie Imprese, programmi che sono stati quando necessario adattati alle mutate condizioni del contesto e del mercato locale ed internazionale. A queste iniziative si è aggiunto, nel 2014, il Programma START UP Palestine, volto a promuovere l’occupazione e la generazione di reddito per la fasce più povere della popolazione palestinese. Il portafoglio delle iniziative ha un valore complessivo di 70 MEuro.

  • Programma EUMP (33 milioni  di Euro), lanciato nel 1999, si pone l’obiettivo di aumentare l’efficienza della rete di distribuzione elettrica palestinese, contribuendo al suo ammodernamento ed incentivando la produzione locale, in linea con la strategia generale della Palestinian Energy Authority (PEA).Fino ad oggi, l’Italia ha già erogato 16 milioni di Euro per lavori di riabilitazione e di espansione della rete esistente. Inoltre, sta per essere firmato dalla parti l’accordo che regolerà l’erogazione dell’ultima tranche del finanziamento (17 milioni di Euro), da destinare alla costruzione di due nuove sub-stazioni di distribuzione elettrica in Palestina. L’inizio dei lavori e’ previsto entro il 2015. Per quanto concerne il sostegno alle PMI, che rappresentano circa l’80% delle imprese palestinesi, si sottolinea che attualmente la loro domanda di credito è difficilmente accolta dalle banche commerciali, a causa degli alti costi di transazione e dell’alto rischio connesso al possibile default delle stesse. L’impegno della Cooperazione italiana ha dunque l’obiettivo di offrire servizi finanziari e non finanziari costruiti attorno alle esigenze di ciascun segmento del settore privato palestinese. Favorire l’accesso a fonti di finanziamento non onerose per l’imprenditoria locale è inoltre una delle principali priorita’ dell’Autorità Nazionale Palestinese, al fine di promuovere la crescita economica e l’occupazione, in particolare di donne ed i giovani. 
  • Programma Piccole e Medie Imprese (25 milioni  di Euro), iniziato nel 2004, prevede l’erogazione, attraverso il sistema bancario palestinese di prestiti a tasso agevolato a favore delle imprese locali, al fine di finanziare l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie.  A partire dal 2012, sono state apportate al programma alcune modifiche, volte a rendere più accessibili e competitivi i prestiti offerti. E’ stato inoltre istituito un servizio di consulenza (Business Advisory Service) al fine di offrire supporto tecnico (identificazione del fornitore italiano, formulazione del business plan, negoziazione delle condizione finanziarie offerte dalle banche) alle PMI che vogliano accedere alla linea di credito.

A queste iniziative si e’aggiunto, nel settembre 2013, il Programma START UP Palestine, volto a promuovere la costruzione di diversi meccanismi finanziari e di assistenza tecnica per facilitare l’accesso al credito per giovani neolaureati, donne e disoccupati al fine di promuovere nuove opportunità occupazionali e di generazione di reddito. 
Come emerso nel corso del Bilateral Steering Committee Italia - Palestina (Country Presentation - Roma, 23 novembre 2012), lo sviluppo del settore privato palestinese è fortemente legato all’offerta di una pluralità di servizi finanziari e non finanziari costruiti a partire dalle esigenze delle imprese locali. La struttura produttiva palestinese è infatti costituita per circa l’80% da imprese molto piccole (al di sotto dei 4 dipendenti) operanti in settori tradizionali. La domanda di credito di queste unità produttive è difficilmente raccolta dalle banche commerciali a causa degli alti costi di transazione dei possibili finanziamenti e dell’alto rischio connesso al possibile default degli stessi. Le banche operanti in Palestina sono spesso poco attrezzate per valutare le richieste di finanziamento per investimenti provenienti da questi segmenti produttivi, con il risultato di limitare i propri impieghi ad attività di immobilizzazione del capitale (acquisto di asset immobiliari) o di prestiti a pochi clienti considerati “bancabili”. 
L’accesso a fonti di finanziamento non onerose è pertanto uno dei punti cardine su cui si è incentrata l’attività dell’Autorità Nazionale Palestinese a supporto della nuova imprenditoria, intendendo quest’ultima come lo strumento chiave per favorire l’aumento dell’occupazione, ed in particolare di quella femminile e giovanile, soprattutto in settori quale quello agricolo ad alta intensità di manodopera.
 
A questo proposito la Cooperazione Italiana si sta impegnando per migliorare il supporto offerto dal Programma di Sviluppo delle PMI Palestinesi e, attraverso la nuova iniziativa START UP Palestine, a costruire nuovi strumenti che permettano l’accesso al credito di fasce sempre più larghe dell’imprenditoria locale, con lo scopo di generare sviluppo economico diffuso e inclusivo. 
 
Il nuovo programma prevede la costruzione di diversi meccanismi finanziari e di assistenza tecnica volti a facilitare l’accesso al credito per giovani neolaureati, donne e disoccupati al fine di promuovere nuove opportunitá occupazionali e di generazione di reddito. Il programma prevede inoltre l’assistenza a istituzioni finanziarie non bancarie, quali un Fondo per l’impiego e la Federazione di Cooperative di Credito e Risparmio, in modo da migliorare ed ampliare la gamma di servizi che questi soggetti offrono ai propri beneficiari.
 
Nello stesso ambito, e rispondendo alla finalità di migliorare l’accesso al credito produttivo, si prevede l’assistenza all’Autorità Monetaria Palestinese (PMA) per sviluppare un modello di credito cooperativo in Palestina sulla scorta dell’esperienza italiana delle Banche di Credito Cooperativo. In questo modo la nuova iniziativa agisce in maniera complementare rispetto al Programma di Sviluppo delle PMI, indirizzandosi ad una fascia di beneficiari più piccoli, e completando la gamma di strumenti offerti dalla Cooperazione Italiana in Palestina a sostegno dello sviluppo del settore privato.
 

Dei 20 MEuro sono già stati erogati 10 MEuro e la controparte palestinese (Ministero delle Finanze) sta per inoltrare la richiesta di erogazione di ulteriori 7 MEuro. 
I restanti 3 MEuro serviranno per creare un fondo di garanzia che verrà attivato entro la fine del 2016.
 
Fino ad oggi sono stati erogati 300 prestiti cosi caratterizzati:

  • 2 beneficiari su 3 sono donne, a fronte di una media nazionale di 1 su 3;
  • 1 prestito su 5 è nel settore agricolo;
  • Più di 1 prestito su 3 è in settori strettamente produttivi (“agriculture”, “manufacturing” e “production”);
  • 1 prestito su 5 è nella Striscia di Gaza;
  • 1 prestito su 3 è concesso nella Striscia di Gaza o a Gerusalemme Est.

 

Il sostegno allo sviluppo economico palestinese passa infine attraverso la Camera Arbitrale Internazionale Palestinese (1,2 milioni di Euro,finanziata dal MAE, realizzata da Regione Umbria ed Università degli Studi di Perugia) che fornendo uno strumento di giustizia certa e rapida per i soggetti economici palestinesi e stranieri, è anche stimolo per l’attrazione di investimenti esteri. In collaborazione con le Associazioni palestinesi di categoria, delle Camere di Commercio e degli Industriali, il progetto ha l’obiettivo di contribuire al processodi institutional building, promuovendo inoltre lo sviluppo economico e occupazionale in Palestina. Nel maggio 2014, sono stati abilitati alla funzione di arbitri internazionali 28 Arbitri, mentre 36 sono stati abilitati come “Arbitri  Domestici”. 

AllegatoDimensione
Scheda SVILUPPO ECONOMICO_aprile 2016.pdf377.91 KB
Fiche-Start-Up.pdf122.22 KB
Fiche-EUMP.pdf140.27 KB
Fiche-SME.pdf86.12 KB