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Settore Sanitario

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A fronte della domanda di salute della popolazione palestinese, minacciata da sfavorevoli determinanti politici e sociali, il sistema sanitario attraversa una crisi che riguarda l’insieme dei suoi blocchi costitutivi:

  • La gravità della situazione finanziaria induce i donatori internazionali a sostenere con continuità l’approvvigionamento di farmaci e il pagamento dei salari del personale governativo. La spesa sanitaria totale ammonta a circa 1,2 miliardi di USD (2011), cresce al ritmo del 12% per anno e corrisponde al 12.3% del PIL in accordo ai dati del National Health Account;
  • Il sistema assicurativo che non ha peraltro raggiunto una copertura elevata (< 60% di popolazione assicurata) e di cui viene invocata la riforma;
  • La frammentazione del sistema assistenziale tra diversi erogatori (MOH, UNRWA, ONG/ Privato not for profit, settore privato, militari), non sufficientemente integrati e spesso in competizione tra loro piuttosto che organizzati in reti collaborative, risulta in un deficit di efficacia, efficienza ed equità del sistema stesso;
  • La spesa per i trasferimenti all’estero per trattamenti di elevata complessità che assomma a circa il 30% della spesa del Ministero della Salute e l’acquisto dei prodotti farmaceutici a prezzi più alti che nei Paesi confinanti;
  • Un insufficiente ricorso alla prevenzione primaria e secondaria;
  • Una scarsa qualità e continuità assistenziale, insieme alle carenze infrastrutturali, degli equipaggiamenti e della formazione del personale sanitario a tutti livelli del sistema (cure primarie e ospedali), nonché le difficoltà di accesso ai servizi per i numerosi check-point esistenti, rendono difficile fronteggiare in modo adeguato il carico di malattie. Il riferimento è in particolare alle patologie croniche (malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete e tumori) che, nel quadro della transizione epidemiologica ormai quasi completata, è prioritario e urgente prevenire e controllare, anche agendo sui principali fattori di rischio modificabili, al fine di mitigare il pesante impatto sia sullo stato di salute che sulla spesa sanitaria.

Il Ministero della Salute, attualmente guidato dal Dr. Jawad Awwad, sta agendo con risolutezza su alcuni nodi del sistema sanitario. È stato emanato un decreto sul divieto del doppio lavoro per il personale sanitario governativo (non ancora applicato per le proteste dei medici); è stato negoziato un accordo con le aziende farmaceutiche per calmierare i prezzi; è stato riorganizzato il sistema di autorizzazione per i trasferimenti all’estero. È stata inoltre annunciata la prossima adozione del modello di medicina di famiglia e di nuove strategie settoriali ad approccio integrato, ad esempio per la salute delle donne. Tuttavia altre radicali riforme appaiono necessarie per rafforzare leadership e governance ai vari livelli del sistema, contrastare la diffusa pratica del favoritismo e migliorare la performance dei servizi che grava soprattutto sulla salute delle donne, dei minori, dei gruppi svantaggiati e marginalizzati. Tali squilibri sono particolarmente accentuati per la popolazione che vive in area C della Cisgiordania e per l’insostenibile ecologia umana nella Striscia di Gaza.

La Cooperazione italiana svolge da decenni un ruolo di rilievo tra i donatori del settore sanitario e ha contribuito a realizzare il sistema sanitario pubblico in Palestina. Negli anni, è stato fornito sostegno allo sviluppo della rete ospedaliera, a quello dei servizi di cure primarie e all’istituzione del Laboratorio Centrale di Sanità Pubblica.
L’intervento italiano ha contribuito al mantenimento della stabilità sociale in quanto la popolazione palestinese ha potuto disporre di servizi sanitari adeguati pur in un quadro di permanente crisi finanziaria dell’Autorità Palestinese (AP). 
 

Per il periodo 2013 – 2015, l’aiuto italiano al settore sanitario palestinese si è realizzato attraverso quattro canali di intervento (bilaterale, credito di aiuto, multilaterale, progetti Ong) per un totale di 14 MEuro a dono e 10 MEuro a credito di aiuto.

 

  • Progetti bilaterali (6.2 MEuro)



Progetto POSIT ha avviato le sue attività nel 2014 per un ammontare di 5.45 MEuro, di cui 2.050 MEuro a dono e 3.4 MEuro come supporto al bilancio.
L’iniziativa riguarda la prevenzione e il controllo delle malattie croniche non trasmissibili, la salute delle donne con particolare riferimento alla prevenzione dei tumori femminili e alla risposta alla violenza di genere; la salute mentale di comunità e la disabilità; i servizi di emergenza-urgenza. Sono state condotte attività di formazione del personale sanitario, campagne informative e di educazione sanitaria per la prevenzione primaria e secondaria, oltre allo sviluppo infrastrutturale dei servizi di cure primarie e alla fornitura di farmaci e di attrezzature sanitarie.

SUN-Laparoscopia realizzato dall’Università Federico II di Napoli e dall’ONG AISPO, ha avviato le sue attività nel dicembre 2013. Il progetto è volto alla diffusione delle tecniche chirurgiche mini-invasive e alla formazione e certificazione del personale sanitario per il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta diagnostica e terapeutica nelle strutture ospedaliere pubbliche (Jenin, Gerico e BeitJala). Il Contributo dell’Agenzia all’ iniziativa à di 747.200,00 Euro.  

  • Credito di Aiuto (10 MEuro)
    È stato approvato il 21 aprile 2015 il credito d’aiuto del valore di 10 MEuro destinato al rafforzamento della rete ospedaliera del Governatorato di Hebron, con la costruzione di due nuovi ospedali nelle città di Haloul e a Dura.
     
  • Multilaterale WHO (280.000,00 Euro)
    Iniziativa multilaterale a favore dell’OMS di Euro 280.000,00 per lo sviluppo di un sistema informativo ospedaliero basato sulla scheda di dimissione ospedaliera per la raccolta di informazioni essenziali utili per la valutazione dell’attività ospedaliera e per realizzare un sistema di pagamento a prestazione.
     
  • Progetti ONG (emergenza e promossi) per un totale di 1.7 MEuro realizzati da AISPO, COSPE nella Striscia di Gaza e da DiSVI e Fondazione Giovanni Paolo II in Cisgiordania e in area C.
     
  • PEGASE- Supporto al bilancio in favore degli Ospedali di Gerusalemme Est (1MEuro)
    A luglio 2015 è stato erogato un contributo di un milione di Euro per rimborsare le prestazioni ospedaliere in favore dei ricoverati palestinesi presso i 6 ospedali di Gerusalemme Est. Lo strumento finanziario è il Pegase della Commissione Europea.
     
  •  Attività in gestione diretta (242.895,70 Euro)
    Fornitura in gestione diretta di farmaci, consumabili e attrezzature mediche in risposta all’emergenza sanitaria durante l’operazione militare “Protective Edge” per un valore complessivo di 242.895,70 Euro. 
     
  • Voli umanitari (400.000, 00 Euro)
    Il 5 agosto 2014 e il 16 aprile 2015 sono arrivati, dalla Base WFP di Brindisi, due voli umanitari del valore complessivo di circa 400.000,00 Euro.

Gli interventi della Cooperazione Italiana in Palestina nei settori delle politiche di genere/ capacitazione delle donne (progetto WELOD 3) e dello sviluppo economico/accesso al credito/ micro-imprenditoria (progetto START UP), sono stati complessivamente concepiti in accordo a una coerente prospettiva di integrazione multisettoriale che interessa i determinanti sociali della salute. 
Clicca qui per la Campagna POSIT: Mangiare sano, Necessità di Movimento, e Campagna anti-fumo
 

AllegatoDimensione
Scheda Cooperazione Luglio_2016.pdf291.89 KB
Booklet Salute.pdf878.54 KB
Booklet POSIT.pdf1.02 MB