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09 September 2010 22:09

Ordigni inesplosi a Gaza, corso Onu su sicurezza per Ong italiane

Dei 1.632 siti  scandagliati dai team  delle Nazioni Unite a Gaza, il 36% risulta altamente o mediamente pericoloso: il rischio e' quello che contengano UXOUnexploded Ordnans.

343 di questi ordigni inesplosi sono gia' stati rimossi dai tecnici dell'UNMAT-GO (United Nations Mine Action Team-Gaza Office), la squadra delle Nazioni Unite anti-mine a Gaza.
 
I dati sono emersi durante un incontro sulla sicurezza tenuto da un esperto UNMAT, il 4 marzo scorso, negli uffici della Cooperazione Italiana a Gerusalemme, e rivolto ai Cooperanti delle Ong in partenza per Gaza.  
 
Hanno preso parte all'incontro, organizzato dall'Ufficio per il coordinamento Ong di Gerusalemme, ed steso  ai cooperanti che lavorano in West Bank, gli esperti del settore emergenza dell'Ufficio di Cooperazione a Gerusalemme e il direttore dell'Utl Gianandrea Sandri.     
UNMAT ha rassicurato i cooperanti spiegando che il suolo di Gaza appare al momento privo di mine anti-uomo, sebbene qualche pericolo ancora permanga nei cumuli di macerie e tra le immondizie dove e' probabile vi siano disseminati altri UXO.
 
Dei 343 ordigni inesplosi rimossi, avvertono i tecnici, 71 erano mine anti-tank e 58 erano ordigni contenenti fosforo bianco.
 
Le Ong impegnate a Gaza stanno lavorando ai progetti finanziati dal canale Emergenza della Cooperazione italiana nell'ambito delle iniziative da 5,5 mln di euro realizzate in gestione diretta e tramite le Nazioni Unite, per la ricostruzione delle aree devastate dall'operazione Piombo Fuso.