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La Cooperazione Italiana ed i Rifugiati Palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza

I rifugiati palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza
 
La Cisgiordania conta una popolazione di 2,6 milioni di persone.

All’incirca un palestinese su tre è un rifugiato.

Nella Striscia di Gaza, dove vivono attualmente più di 1,5 milioni di persone, i rifugiati palestinesi costituiscono quasi tre quarti della popolazione totale.
Buona parte dei rifugiati palestinesi vivono in campi profughi, la cui gestione è affidata ad UNRWA, un’agenzia delle Nazioni Unite costituita nel 1949, al fine di fornire servizi essenziali, protezione ed opportunità di sviluppo umano alle persone sfollate in seguito alla prima guerra arabo-israeliana.
 
Con riguardo ai principali indicatori socio-economici, le condizioni di vita dei rifugiati in Cisgiordania sono particolarmente gravi. I rifugiati palestinesi presentano inoltre tassi di disoccupazione, di povertà e d’insicurezza alimentare superiori rispetto al resto della popolazione palestinese. Secondo i dati di un recente rapporto pubblicato da UNRWA circa un rifugiato su quattro vive in una situazione d’insicurezza alimentare cronica, nonostante l’incidenza media in Palestina si attesti a meno di una famiglia su cinque. Nei campi profughi, dove le condizioni di vita sono estremamente precarie, l’insicurezza alimentare colpisce addirittura più di una famiglia su tre. Per quanto riguarda la disoccupazione, che colpisce il 18% dei palestinesi in Cisgiordania, il tasso raggiunge il 23% fra i rifugiati palestinesi.
 
In seguito al blocco imposto dalle Autorità israeliane da ormai più di sei anni, i rifugiati palestinesi nella Striscia di Gaza vivono in situazioni di povertà e d’insicurezza alimentare ancora più allarmanti. Le restrizioni in vigore alle attività di pesca, una delle principali fonti di sostentamento della popolazione locale, la recente chiusura dei tunnel con l’Egitto ed infine, il limitato flusso di merci in entrata ed in uscita hanno provocato un aumento dei prezzi sul mercato locale che, combinato ad un elevato tasso di disoccupazione (33% dei rifugiati adulti), ha aggravato ulteriormente le condizioni di vita nella Striscia. A titolo d’esempio, secondo le stime di UNRWA, l’insicurezza alimentare cronica è di recente esplosa: fra il 2011 ed il 2012, la percentuale di famiglie di rifugiati affette da insicurezza alimentare è cresciuta di quasi quindici punti, raggiungendo all’incirca il 60% della popolazione di rifugiati.
 
Considerando il fatto che il contesto economico generale in Palestina tende ad aggravarsi, e che il tasso di crescita demografica dei rifugiati è superiore a quello medio palestinese, prospettive di miglioramento nelle condizioni di vita dei rifugiati non sono attualmente all’orizzonte. Al contrario, UNRWA prevede un aggravamento progressivo della situazione in particolare dei rifugiati nella Striscia di Gaza e di quelli che vivono nei campi profughi in Cisgiordania.
 
La Cooperazione Italiana in Palestina ritiene dunque fondamentale mettere a disposizione risorse finanziarie e prevedere iniziative specifiche a supporto delle comunità di rifugiati in Palestina. Qui di seguito, si riportano i principali progetti in quest’ambito, finanziati nel 2013 dall’UTL di Gerusalemme tramite sia il canale multilaterale (UNRWA), che quello dell’emergenza.
 

Progetti del canale multilaterale – UNRWA
 
Supporto alla scuola di Al Shouka (Striscia di Gaza) – Nel 2013, la Cooperazione Italiana ha donato 1 milione di Euro per migliorare lo stato le infrastrutture, acquisire nuovo materiale educativo, sviluppare nuovi curricula di studio adattati ai bisogni di bambini e bambine con disabilità ed infine, supportare i costi di gestione della scuola della comunità di Al Shouka. La struttura, costruita e gestita da UNRWA, fornisce educazione di base ed attività extrascolastiche a circa 1.700 bambini rifugiati nella Striscia di Gaza.
Altri 2,5 milioni  di Euro sono stati dati a supporto della riforma del sistema sanitario in Libano e mezzo milione di Euro per cibo destinato alla Siria.
 
Lo scorso aprile 2014, Il governo italiano ha annunciato l’approvazione di un contributo da 4 milioni  di Euro riaffermando l’impegno italiano in continuità con gli scorsi anni. 

 
Negli ultimi anni l’aiuto italiano è costantemente cresciuto: dal 2000 l’Italia ha contribuito con oltre 105 milioni  di dollari (più di 76 milioni  di Euro) al budget dell’Unrwa.
 
A fine Marzo 2014, il Commissario Generale Filippo Grandi ha passato le consegne allo svizzero Pierre Krähenbühl.