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EU Joint Programming

Nel Giugno del 2006 la Commissione (principale donatore del popolo palestinese) e gli Stati Membri Europei avevano istituito il Meccanismo Temporaneo Internazionale (TIM), rinnovato ogni tre mesi dal Consiglio d’Europa e dal Quartetto, per sostenere direttamente i bisogni di base della popolazione palestinese concentrandosi sulla fornitura di aiuti ai più poveri, senza passare dal Governo di Hamas.
 
Nel 2007, con l’insediamento del nuovo governo (interinario) di Salam Fayyad, l'UE ha rinnovato i contatti, la cooperazione e l'assistenza all'Autorità Palestinese (AP). Alla Conferenza di Parigi del dicembre 2007, infatti, i donatori hanno stanziato oltre USD 7,7 miliardi di assistenza all'AP, di cui 3,4 da parte europea (2008-10).

 
Nel Febbraio 2008, a fronte della impossibilità per l’Autorità Palestinese (AP) di fare fronte al proprio impegno di erogazione degli stipendi statali e dei sussidi nell’ambito dei safety nets, la Commissione Europea ha lanciato il PEGASE, Meccanismo Palestino-Europeo di Gestione e Aiuto Socio-Economico, nell’ambito del Palestinian Reform & Development Plan (PRDP) 2008-10 e dell’attuale PNDP 2011-13.  
 
Il PEGASE (dall’acronimo in francese, cavallo alato), il nuovo meccanismo della Commissione Europea, si basa sul successo del TIM (temporaneo e rinnovabile per natura) con un più ampio campo di applicazione, esso fornisce infatti assistenza finanziaria e tecnica ininterrotta dal 2008 in 4 settori chiave:

  • Good Governance;
  • Siluppo Sociale;
  • Sviluppo Economico (e settore privato);
  • Infrastrutture pubbliche.

Il Governo Italiano contribuisce al Programma Pegase finanziando la componenete CSP: Supporting Civil Servants and Pensioners: Pagamento degli stipendi e delle pensioni ai dipendenti pubblici per 1.000.000, 00 Euro nel 2013.
 
Il PEGASE costituisce pertanto un prevedibile e stabile flusso di assistenza all'AP, e si caratterizza quale potente strumento per mobilitare il finanziamento e il sostegno da parte degli altri donatori internazionali, compresi gli Stati Membri Europei. Scopo ultimo del PEGASE è di aiutare a contribuire al recupero dell'economia palestinese e alla costruzione di uno Stato palestinese.
 
Il PEGASE si articola principalmente in 4 componenti: 

  • CSP: Supporting Civil Servants and Pensioners: Pagamento degli stipendi e delle pensioni ai dipendenti pubblici 
  • VPF: Supporting Vulnerable Palestinian Families: Pagamento dei sussidi alle famiglie palestinesi più vulnerabili
  • Arrears to the private sector:Supporto al settore privato
  • PSRG: Private Sector Reconstruction in Gaza: Ricostruzione del settore private nella Striscia di Gaza

In conformità con tali impegni internazionali, a Parigi l’Italia ha annunciato un pledge di € 80 milioni (60 sul canale bilaterale e 20 su quello multilaterale) a sostegno delle principali voci espresse nel PRDP 2008-10:

  • Good Governance;
  • Sviluppo economico (agricoltura, industria) e finanziario (credito);
  • Settore Sociale (educazione, gender, salute) e Culturale;
  • Infrastrutture (idriche e ambientali), mantenendo anche nel sostegno a UNRWA e attraverso il canale dell’Emergenza la propria vocazione umanitaria. 

In tale contesto, l’Italia ha finanziato una prima volta il PEGASE nel 2009 mediante € 20 M, scegliendo nel VPF il sostegno a decine di migliaia di famiglie palestinesi in stato di cronica povertà. Infatti, l’adesione al Programma Aid to Vulnerable Palestinian Families (VPF) ha visto il Governo italiano in primissima linea nell’aiuto alle famiglie palestinesi più indigenti che dipendono per il proprio sostentamento esclusivamente dalle sovvenzioni che l’AP dovrebbe poter garantire, beneficiando dei sussidi elargiti tramite il meccanismo PEGASE.
 
Nei primi 2 anni, il Programma PEGASE/VPF ha ricevuto finanziamenti per un totale di € 65 milioni, cui l’Italia ha contribuito con € 20 milioni nel 2008 e € 7 milioni nel 2010.
 
Nel triennio 2011-20113 gli interventi della Cooperazione italiana e dell’Unione Europea si sono inseriti nel quadro del Palestinian National Development Plan 2011-13, concepito come continuazione e consolidamento dei risultati prefissi dal precedente PRDP.
 
Tuttavia, va ricordato come questo periodo è segnato da un acuirsi della crisi fiscale dell’AP dovuto essenzialmente a un rallentamento nella crescita economica palestinese, alla riduzione degli aiuti da parte dei Paesi donatori, al permanere dell’instabilità con riguardo alla situazione politica esistente e al mantenimento del regime di restrizioni e impedimenti alla libera circolazione di beni e persone all’interno dei Territori.
Visto l’acuirsi della crisi finanziaria dell’AP e sulla base degli impegni assunti dall’Italia sia nel passato, attraverso la conclusione dell’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo (Development Cooperation Framework Agreement) siglato a Roma il 23 novembre 2012 dai rappresentanti del Governo Italiano e dall’AP a cui ha dato attuazione la Strategia della Cooperazione italiana allo sviluppo (2013-2015) condivisa con i rappresentanti dell’AP il 23 luglio 2013, si ritiene opportuno assicurare la continuità con i precedenti contributi italiani al PEGASE, utilizzando, peraltro, uno strumento perfettamente in linea con i principi di efficacia dell’aiuto.